lunedì 2 febbraio 2015

Pillole di sopravvivenza

C'è stato un periodo in cui mi prendevo troppo sul serio....ma soprattutto prendevo troppo sul serio quello che mi dicevano "gli altri"...E così ho passato anni e anni, ore ed ore, minuti e minuti a ossessionarmi su parole dette, sorrisini accennati, battutine poco gradite cercando in tutti i modi di "darmi la colpa"...E' colpa mia se mi hanno detto così; non dovevo mettermi nelle condizioni di sentirmi dire questo o quello; non dovevo mettere gli altri nelle condizioni di dire questo o quell'altro...fino a quando ....fino a quando il mio Polpettino non è stato male.
Corsa al Pronto Soccorso, tre giorni di ricovero, diagnosi che tardano ad arrivare, visite da neuropsichiatra e fisioterapisti, pediatri che alludono ma non dicono...

Un incubo! Ma...c'è un "ma"... tutto il resto a confronto ha incominciato a scivolarmi addosso, nulla importa come la salute del mio piccolo e tutto il resto miracolosamente mi è apparso come aria fritta al punto da riuscire davvero a riderci su e mandare a cagare gentilmente chi mi sta sulle palle...

Ho capito che l'indelicatezza, la maleducazione e la psicopatologia degli altri non dipendono da me.
Ho capito che le persone che incontro hanno i loro cazzi e spesso non vedono l'ora di buttarteli addosso senza minimamente chiedersi se tu in quel momento sei pronta a sobbarcarteli o forse avresti bisogno di scambiare due chiacchiere in serenità.
Ho capito che l'egocentrismo è la malattia del secolo e che non voglio cascarci dentro anche io come una pera cotta...
Ho capito che la gente parla per parlare, per mettere in mostra quello che sa e che l'empatia è un dono...un dono di pochi.
Ho capito che quando hai bisogno, quella carezza semplice e silenziosa tarda ad arrivare, e forse non arriverà mai.
Ho capito che ogni tua preoccupazione fino a quando non capita anche agli altri è giudicata esagerata e sopportabile.
Ho capito che gli altri vanno lasciati come contorno e che sono davvero pochi quelli che ti vogliono bene sempre, a prescindere.
Ho capito che per avere aiuto non basta chiedere aiuto se a chi chiedi aiuto non è disposto a dartelo se non a parole...e che non devi credere più a quelle parole anche quando avresti un fottutissimo bisogno di crederci davvero.

Così quando la Scassacacchio ha incominciato a mandarmi messaggini per sapere se il mio Polpettino fa progressi, cammina ( e il tono non è di chi è davvero interessato ma chi deve fare il paragone con la sua piccola bestiolina  appena poco più piccola del mio Polpettino) all'inizio rispondevo seriamente, credendo nell'interesse vero per la salute del mio Polpettino...quando ho capito che era solo un pretesto per fare paragoni con la sua bestiolina ho incominciato a prenderla per il culo e scrivere messaggini ironici e divertenti del tipo " Sì, cammina, anzi corre, sta incominciando a prepararsi per la prossima maratona...." oppure " No, è pigro, ha capito che ha tutta la vita davanti per dover camminare" e così ho ottenuto l'effetto sperato: si è volatilizzata nel nulla...!!!

Così ho capito che la tecnica del "non rispondere seriamente" funziona per allontanare le zecche, le pulci, le zanzare e le mosche...così pure quando ieri la mia cara nuocera ha accompagnato un gesto carino, come regalarmi una camicetta, con una battuta sarcastica "mi raccomando Potolina non ingrassare più altrimenti non te la puoi mettere" ho risposto " Sì è vero, ho i rotolini Regina...sempre meglio che i rotoloni ( guardando il lardo che le stava facendo saltare il bottone della sua maglia!) ...e poi ho pensato " ma pensa te da che purpo ( in napoletano vuol dire polipo nell'accezione di " che cesso") viene la predica... Godo come un riccio per essere riuscita a non darle soddifazione!

Ho capito che la solitudine può essere una grande risorsa...e va salvaguardata e protetta anzichè evitata...

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