giovedì 26 agosto 2010

La solitudine dei numeri primi....


Ebbene sì, esiste, dura poco, ma è intensa e penetrante....parlo della cosiddetta "depressione post-partum".

Ne avevo sentito parlare, avevo letto tanto su di "lei"...eppure viverla è davvero tutta un'altra cosa: ormoni in subbuglio, fisico abbattuto,senso di impotenza, senso di colpa per non ruscire a gioire subito della nascita del tuo pargoletto, solitudine, sensazione che nessuno possa comprenderti, pianti continui e soprattutto stanchezza psicologica e fisica...non parliamo poi del senso di vergogna: tutti son intenti a fare a gara per trovare le somiglianze del cucciolo con se stessi, e tu che sei lì, inerme ad osservare con un distacco che proprio non ti appartiene...un distacco che sarebbe andato rivolto a chi ti circonda ma non ti vede a chi viene a trovarti a nemmen un'ora dal parto e intanto nemmeno ti chiede come stai, come ti senti.... improvvisamente dalla balena che non passava affatto inosservata,diventi la donna invisibile...un involucro vuoto svuotato...c'è un che di paradossale in tutto ciò. Ti ritrovi a vivere uno dei momenti più belli, più determinanti della tua vita, più significativi, perchè dai un vero senso alla tua esistenza, eppure improvvisamente "sparisci".

Cè di buono che dura poco, poi piano piano, quando il trambusto e la festa abbassano la cresta e ti ritrovi a tu per tu con la tua bellissima creatura, ti trovi anche a tu per tu con l'essenza di te stessa e capisci che la gioia che stai vivendo va oltre ogni pensiero negativo, va oltre ogni stanchezza, va oltre ogni giudizio...e ti accorgi di avere tante risorse e che non importa se qualcuno ti capirà perchè il miracolo che stringi tra le braccia è più grande di ogni tuo bisogno...

Ebbene, io, ottimista per fede, ottimista per scelta, ho ceduto sotto le frustate di quella che chiamano depressione post-partum...nonostante tutto ripercorrerei ogni istante, seppur angosciante e terribile, se alla fine mi aspetta la gioia che provo ora, l'immensa pienezza che mi dà il sorriso del mio patatino, la sensazione di aver dato un vero senso alla tua vita , la consapevolezza che sei e sarai indispensabile per qualcuno, quel qualcuno che ho la fortuna di chiamare: MIO FIGLIO !!!

5 commenti:

  1. Ciao Potolina, bellissimo post, racchiude in se tutta la gioia che stai provando e le paure e timori che ti hano assalita quando inconsciamente il tuo animo ha capito che MAI più saresti stata sola.
    Questa esperienza l'ho vissuta ben 33 anni fa....ora sono nonna da 6 mesi e guardare mia figlia che si affacciava al suo ruolo di mamma è stato altrettanto penetrante come emozione e tutto questo a riprova del fatto che da QUEL giorno la tua vita è cambiata per sempre.
    Mi raccomando che tu viva ogni giorno con intensità le conquiste che il tuo "patatino" farà nel suo esordio alla vita...segnati tutto e un giorno rileggerai per ricordare e rivivere questo meraviglioso momento della tua vita.
    Auguri, carissima, di buona vita al piccolo e alla sua tenera mammina.
    un abbraccio per chi deve avere braccia forti per sorreggere la vita che ha generato!

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  2. grazie!!! le tue soo parole che scaldano il cuore!

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  3. Benvenuto a Patatino e complimenti a mamma e papà.
    Volevo scriverti tante belle parole ma preferisco incollarti un brano di Gibran su i figli.

    E una donna che reggeva un bimbo al seno disse, Parlaci dei Figli.
    E lui disse:
    I vostri figli non sono figli vostri.
    Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
    Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
    e sebbene siano con voi non vi appartengono.
    Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
    Poiché hanno pensieri loro propri.
    Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
    giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,
    che voi non potete visitare neppure in sogno.
    Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
    come voi siete.
    Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.
    VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,
    VIVENTI FRECCE,
    SONO SCOCCATI INNANZI.
    L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
    e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano
    andare veloci e lontano.
    Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;
    poiché se ama il dardo sfrecciante,
    così ama l’arco che saldo rimane.

    Ancora tanti auguri Fiore

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  4. Ciao, carissima. Comprendo come ti sei sentita perché è successo anche a me. Addirittura ho pensato di essere completamente priva di istinto materno... Per fortuna passa tutto.
    Un bacione enorme.

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  5. grazie Puccina ! Ricambio il bacione ...

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