mercoledì 25 febbraio 2015

Una memoria da elefante!

Un tempo avevo una memoria da elefante, ora dell'elefante mi è rimasta solo la stazza...anzi no, non voglio essere sleale e poco obiettiva...la stazza è da riferirsi ad un elefante in sovrappeso!

Un tempo ricordavo date, facce, parole dette, giorni, poesie, numeri, come mi chiamavo io, come si chiamava mio marito...stamattina ad esempio sono passata davanti allo specchio dell'armadio e c'era una, tutta spettinata, che mi sorrideva
 ( certo che come va combinata in giro la gente è tutto un programma!) e adesso faccio delle figuracce enormi!

Da un pò di tempo a questa parte vedo gente per strada che mi sorride, mi saluta, si sbraccia per dirmi "Ehi ciao! "...qualcuno è arrivato a mimare sottotitoli per farsi riconoscere...

Così l'altro giorno, assorta tra i miei pensieri, tutti sconclusionati ovviamente, che rendono il mio volto sempre più ebete, una signora mi saluta "Ciao!....Potolina Ciao....yu-uh.uh." chinandosi a 90 gradi cercando di catturare il mio campo visivo e con un cenno della mano mi riporta nella realtà...Ed io" Ehi ciao come stai?" ( con un'interpretazione che mi potrebbe vedere candidata agli Oscar come miglior attrice protagonista simulando sorpresa mista allo sgomento!)  ed intanto nella mia mente cercavo nel database dei ricordi dove l'avessi vista, chi fosse, come si chiamasse..." Scusa, ma ero sovra-pensiero
 ( sì, il "sovra" abbonda molto nella mia vita! :-P ) e lei comincia a raccontarmi di suo figlio...bla bla bla...delle influenze...bla bla bla...ecc...eccc....

Al momento di salutarsi credendo ( ingenuamente )  di aver individuato chi fosse mettendo insieme come un puzzle gli indizi con un lavorìo che manco gli esperti di quarto grado sarebbero in grado
 ( ops, gioco di parole) di fare,  le dico:" allora ciao Cinzia e scusami ancora per prima..."e lei "Paola, mi chiamo Paola ..."ed io "Eheheh...te l'avevo detto che il signor Alzheimer oramai mi accompagna da tempo..."  " Ciao cara...a presto!"

Ecco...la decisione è avvenuta: mai e dico mai più azzardarmi a salutare con i nomi...userò sempre gli intercalari: ciao cara, ciao bella (anche se l'interlocutrice è un cesso) tanto più cecata di così!, o semplicemente ciaoooooo...così mi salvo da tutte le figure di cacca che sovra-abbondano nella mia vita! Così oggi nell'andare a prendere il mio Patatino all'asilo ho incominciato, per non incorrere in equivoci, ho incominciato ( già forse l'ho scritto che ho incominciato...vabbè) ho incominciato a salutare chiunque incrociasse il mio sguardo quando non fosse perso tra le nuvole ...un semplice "buongiorno"se la persona era più anziana di me  o "ciao" se la persona sembrava essere più giovane di me e una paresi facciale perenne a mò di sorriso cosìcchè anche qualora il mio sguardo fosse perso nel vuoto si potesse pensare ad un sorriso di cortesia e che fossi in qualche modo diventata strabica, ma non certo maleducata o ciò che è peggio rincogl@onita...e poi a chi si ferma parlo del tempo, dei bimbi con febbre, e la tosse e si stava meglio quando si stava peggio, e non esistono più le mezze stagioni...e ops...sento una sirena.... scusate ma vi devo salutare...un'ambulanza giù in cortile...vado a vedere per chi è...se non mi vedete rientrare nel blog cercate nelle case di cura psichiatriche! :-P

lunedì 23 febbraio 2015

Piccoli Passi Possibili

Piccoli
passi possibili, così si intitola uno dei libri più commoventi che ho letto che narra la storia di una mamma che ha rinunciato a farsi curare per il tumore che aveva per mandare avanti la gravidanza del suo piccolo fagottino...piccoli passi possibili è diventato il motto della mia piccola famigliola.
Cerchiamo di fare le cose su misura per noi e non su quello che ci dettano gli altri o secondo quello che gli altri si aspettano da noi. Lo so, lo so, a volte sembriamo strani, facciamo scelte un pò inusuali ma lo facciamo per preservare il nostro piccolo nido e il nostro valore più grande: la libertà.

Questa filosofia dei "Piccoli Passi Possibili" riesce a farci gioire di piccoli successi quotidiani, un soldino riuscito a mettere da parte per le prossime vacanze, una dormita in più o cinque minuti più a lungo, una pizza ed una sangria riuscita a farle uscire dal budget destinato alla settimana che ci gustiamo al sabato pomeriggio, un cinema con il più grande, a turno, una volta io, una il papà ( perchè di nonni baby-sitter manco a pagarli!)...nella filosofia dei piccoli passi possibili rientrano i passetti del mio piccolo Polpettino.

Oggi abbiamo cominciato le neuropsicomotricità...i problemi ci sono e sono evidenti, ma il Polpettino riesce a cancellarli con la sua simpatia e la sua immensa tenerezza.

Non so se sono preoccupata,
Non so se sono in ansia
o forse lo so  bene ed è per questo che cerco di essere positiva.

Mi dispiace vederlo tutto tremolante...un orsacchiottone dolce e tenerone che traballa sulle gambottine piene di ciccia che vivono di vita propria...una va da lì...l'altra va da là ...e lui sempre allegro capace con quegli occhioni azzurro mare di infondere quell'ottimismo che ogni tanto manca alla sua mamma...

Cerco di fare quello che posso. Cerco di infondere serenità e gioia e allegria. Ogni giorno mi accorgo sempre di più quanto li amo e quanto siano tutta la mia vita...erano presenti anche prima che venissero alla luce perchè non ho memoria del tempo in cui ho vissuto senza loro...

sabato 21 febbraio 2015

Un'altra me...

Nella vita cosiddetta "reale", quella fatta di incontri con persone in carne, ossa e sangue, per la paura di sentire ancora quel fastidio che scaturisce quando vi è disaccordo ed incoerenza tra le parole ed i fatti ho smesso di raccontarmi. Mi infastidiscono quelle persone che parlano tanto di sè mostrandoti un'immagine che all'atto pratico è il contrario di quello che emerge ed è una cosa che non sopporto in me. Non mi piace  ritrovarmi a "mostrare" me come mi penso e poi dare prova ed esempio di un'altra me.
Ho smesso di parlare di quello che penso, dei valori in cui credo, di come sono fatta, di ciò che mi piace e di ciò che non mi piace...
Questa cosa se da un lato mi ha tolto il peso di "dover giustificare" le parole se non sono seguite dai fatti e viceversa e delegando alle mie azioni ed alla mia vita fatte di cose concrete, di atti tangibili, il mio parlare è però, anzi direi il mio non parlare, dall'altro lato, una minaccia al rapporto con gli altri.
Non so più parlare di me. Nei social  mi scateno...esprimo con la scrittura quello che a voce riesce difficile far uscire. A qualcuno capita a volte di stare anche simpatica...molto spesso risulto antipaticissima, saccente, irosa....vorrei fare la differenza anche nella vita reale, eppure mi percepisco molle, inconsistente...a volte un pò un ibrido.
Ma a quattrocchi mi inibisco. Subisco troppo l'empatia che si crea con il mio interlocutore e dimentico me stessa a tal punto da bloccare i pensieri e trovarmi ad annuire o dissentire semplicemente in una frazione di tempo lunga quanto un sì oppure un no...non vado avanti. Ascolto molto, comprendo molto, patisco molto. Sorrido anche molto.
A volte è la paura che mi blocca, a volte l'interlocutore, a volte gli argomenti...e così con la scrittura riesco a trovare quegli spazi, quella calma, quella passione e a formulare pensieri ordinati...
Sarebbe bello se riuscissi a trovare quell'armonia tra parole e fatti, tra scrittura e azione, tra quella che sono e quella che vorrei essere...Vivo in un deserto ormai da anni, a volte ho la sensazione di non aver vissuto in altro posto che il deserto stesso, eppure quando sento quell'impulso a tuffarmi in mezzo agli altri c'è una corda elastica che mi riporta non al posto in cui ero prima, ma molto molto molto più indietro e molto più lontana da quel punto che segna il perimetro tra il possibile ed il desiderato.
Sono solare, ma non sono socievole.
Sono allegra ma anche profondamente malinconica.
So essere leggera come solo chi ha portato macigni molto pesanti sa fare.
Ma non so comunicare, non so stare in mezzo agli altri. E quelle parole che sono la mia prigione sono anche sulla tastiera la mia forma più sincera di libertà.
Allontano le persone quando vedo che il rapporto può stringersi oltre le barriere che inconsapevolmente pongo a me stessa ed agli altri...le allontano...non creo ponti, non creo incontri, li evito...combattuta tra il desiderio di vivere rapporti autentici e l'impulso a chiudermi in un mondo in cui nessuno può entrare alla ricerca di un equilibrio che vedo così lontano...

venerdì 20 febbraio 2015

Semplicemente diverso!

Quando è capitato che qualcuno mi fissasse insistentemente ho sempre pensato che la causa fosse una pianta di rucola che spuntava impunemente incastrata tra i denti storti, o alla forfora nei capelli che come neve si posava sul cappotto nero ( adesso uso un ottimo antiforfora!), o ancora a causa dell'aver indossato una scarpa di un colore e l'altra di un altro, calze dimenticate nei jeans sfilati la sera precedente e che facevano capolino il giorno dopo dall'orlo dei pantaloni infilati il mattino di fretta e furia nella cabina armadio al buio  o al brufolo bello pacioccoso causa ingerimento di chili di nutella spalmati su fette di pane morbido e croccante e mai perchè mio figlio potesse destare una tale e morbosa curiosità per il suo modo di camminare.

Così ieri , quando siamo andati a prendere il Patatino all'asilo ho fatto scendere dal passeggino il mio Polpettino e una manina a me ed una al fratellino ho provato a farlo camminare per i corridoi dell'asilo, belli ampi e lisci, tutti colorati, per farlo abituare a contesti diversi dal solito pavimento di casa.

Era evidente il suo problema di deambulazione ma ancora più evidenti erano gli sguardi delle nonne e delle mamme che dopo aver visto il mio Polpettino mi guardavano con aria sgomenta mista a pietà.

Anche quelle mamme sempre in prima fila, pronte a gridare i diritti di tutti, dei diversi, dei cani, dei gatti e delle formiche, pronti a gridare e denunciare di bigottismo chi la pensa diversamente da loro...paladine di una giustizia ....sulla carta...perchè all'atto pratico non hanno nessuna delicatezza nell'accettare che tuo figlio possa essere "diverso" dagli altri.

Capisco che qualcosa di "strano" possa saltare agli occhi...ma soffermarsi così morbosamente ed insistentemente è indelicato. E' incoerente...perchè tu, proprio tu che gridi al mondo che siamo tutti uguali, tu che gridi al mondo le ingiustizie che scaturiscono dalle discriminazioni, non accetti che mio figlio sia, possa essere diverso a tal punto dall'arrogarti la licenza di dispensare consigli non richiesti per "migliorarlo" per "omologarlo" per renderlo "uguale" agli altri.

Mio figlio NON è uguale agli altri. E' speciale, come è speciale il Patatino, come sono speciale io, come lo siamo tutti.

Ma è lontano il giorno in cui cervello e parola, parola e comportamenti avranno una coerenza. In cui vedere un bambino con un qualche handicap non faccia scattare la frase " però dai, non si vede tanto...migliorerà"... Perchè mio figlio deve migliorare, certo, ma per il suo benessere e non per evitare sguardi insidiosi, indiscreti e fastidiosi.

A queste persone lascio le loro battaglie fatte di aria fritta, fatte di trastullamenti mentali e ostentazioni di idee radical-chic dove fa figo gridare "diritti per tutti"ma che poi all'atto pratico se non sei come tutti ti guardano male.

Alla larga da noi queste ipocrisie.

Per me e per la mia famiglia riservo solo persone che sottolineano a voce la diversità ma che davanti al diverso spalancano braccia e cuore e riescono a chiudere gli occhi quando si accorgono quanto male fanno certi sguardi.

Evviva la diversità...NON SIAMO TUTTI UGUALI...per fortuna!

giovedì 19 febbraio 2015

La Cenerentola che è in noi...

Ve lo confesso, devo farlo, per onestà intellettuale ....per lealtà...ebbene sì :ho rosicato alla grande...quando.....quando ho visto su facebook che alcune blogger sono state invitate alla prima di Cenerentola a Milano
1) perchè sono state invitate a vedere uno dei film che racconta una delle mie fiabe preferite!
2) perchè hanno sfoggiato abiti carinissimi e look impeccabili tra i vip presenti
3) perchè hanno conosciuto e fotografato i vip presenti.

In realtà io non sono una rosicona ma quando si tratta di Disney, che sia un evento bambini- exclusive, che sia andare a Parigi a Disneyland o in un qualsiasi store io impazzisco letteralmente...figurarsi se si tratta di assistere alla prima di un film al "cinematografo"!

E così mi sono anche un pò vergognata a scoprirmi dietro ad un monitor a imprecare "ma guarda te sta stronza...c'era pure lei....uh...uh...uh...nooooooo.....Arisa...acciderbolina!!! E giù a vestire le panni della mamma rosicona tutta casa bimbi e detersivi che sogna ad occhi aperti un "ballo" da principessa...

Un pò credo alberghi in ciascuna di noi lo spirito di Cenerentola, la bambina-ragazza che ne ha subìte di tutti i colori ma che poi arriva quel giorno meraviglioso in cui  può permettersi di pisciare addosso a matrigne, sorellastre e affini! Quel giorno in cui sfoggia il suo sorriso più bello ( a me toccherà prima provvedere ad un impianto dentario in ceramica a seguito di un mutuo per rimettere a posto la bocca, ah a proposito, mi è caduto un altro dente...ma questa è un'altra storia...) il suo abito più incantevole ( a seguito di una dieta , integratori alimentari, pilates e passeggiate chilometriche...ecco, forse sarebbe meglio dire dopo un vero e proprio miracolo...o forse un viaggetto a Lourdes! ) le sue scarpe super fighe tacco 12 ( da indossare a mo'di borsetta perchè tra le altre cose io soffro davvero tanto di vertigini) e destreggiarsi tra gli invitati con una coppa di champagne tra le mani e l'altra sulle tette per dare l'illusione di averle ancora belle toste e toniche!

E vabbè...come si dice in romano? Sto' a rosicà di brutto...ma Cenerentola docet: i sogni son desideri...chiusi in fondo al cuor...e come diceva Walt : se puoi sognarlo puoi farlo...anche se sto incominciando a pensare che quando pronunciò sta frase più che pensare davvero che i sogni si possono poi fare era lui molto ma molto fatto!

Dedicato alla Cenerentola che è in ognuna di noi!

lunedì 16 febbraio 2015

Pioggia...

E' in una giornata di pioggia come questa, al calduccio della propria casetta, con Peppa Pig sempre presente ed il dolce Polpettino che mi chiede "mamma, mani pocche...laba"( mani sporche, lava)che i pensieri sembrano scorrere lisci e liquidi esattamente come quella pioggia che picchietta contro i vetri...
Una dolce malinconia che fa pensare a quei momenti in cui eri più fragile, in cui la ricerca di colmare quel vuoto che ti porti sempre dentro sembrava essere la mano tesa di un mendicante che non aveva proprio nulla da stringere in quel pugno che serrava contro tutto e tutti per allontanare sul serio e nella realtà chi nel suo cuore aveva allontanato da tempo. E ripenso alla Potolina di anni fa, quella che con il blog si è sentita meno sola, quella che ancora sperava che rapporti ormai logorati e logori potessero riprendere con spinta e grinta, sotto il riflesso di una luce nuova. Ed invece mi ritrovo a contemplare il frutto dei distacchi maturati negli anni in cui mi sono sentita più in balìa degli eventi, sbattuta a destra ed a sinistra come su di un'altalena in cui il senso ed il verso non lo imprimevo io....e mi ritrovo più forte , a fare a meno del bisogno di approvazione di quelle stesse persone che mi hanno reso tanto insicura quanto sola. A fare a meno di aggrapparmi a delle inutili e vane speranze riposte negli altri sperando in una sicurezza che non mi verrà mai data. E così quando guardo il mio piccolino che chiede la manina quando ha paura di cadere, così penso a tutte quelle manine che mi sono state negate, volontariamente o involontariamente, ma il cui vuoto e la cui mancanza si è cementata nella mia atavica, perenne, fastidiosa insicurezza. Ma a distanza di anni e tempo con questa atavica, perenne, fastidiosa insicurezza sto imparando a conviverci e a volte paradossalmente ne sono grata. Grata perchè oggi posso dire di essere stata brava, sperando di non peccare di immodestia, brava nonostante tutto...brava a non cedere alla tentazione di lasciarsi andare, ad andare avanti nonostante i salti ad ostacoli, nonostante le barriere, le derisioni, la sfiducia, la sorpresa davanti ai tuoi successi perchè da me non ci si poteva che aspettare solo il peggio, nonostante le mani negate, i rifiuti sbattuti in faccia come pugni, le etichette appiccicate che mi hanno fatto più male di pugnalate e della solitudine in cui ho scoperto quella me che mi piacerebbe venisse fuori sempre, anche nel modo di comunicare con gli altri e non solo nelle scelte quotidiane che richiedono forza e determinazione. E alla luce della famiglia che ho creato, del marito che ho scelto, dei figli che mi sono stati donati e dell'amore che si respira tra di noi sono riconoscente anche nei confronti di quei momenti di buio assoluto senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile.

Quella mano tesa a elemosinare, trovatasi vuota si è chiusa a pugno....ma qualcuno l'ha riaperta per farne diventare una carezza...

mercoledì 11 febbraio 2015

Punture e allagamenti !

E' da circa un'ora che osservo il mio Patatino che si osserva da circa un'ora allo specchio. Si alza la maglietta e comincia il monologo che manco una tragedia shakespereana sarebbe all'altezza di reggere il confronto del dramma in atto ..."perchè mi hai punto...uffa....mi hai punto...( qualche lamentìo in sottofondo)...perchè l'hai fatto....mi gratta ( intendendo mi prude)...(lamentìo)....uffa...cattivo insetto...perchè mi hai punto....dimmelo...perchè?..."
E più lo osservo e più mi chiedo da chi abbia preso questa vena drammatica che Mario Merola a confronto sarebbe stato un vero principiante!
Una punturina minuscula di insetto, forse un acaro, lo sta mettendo in crisi esistenziale....a soli 5 anni quasi e già si ritrova in solitudine davanti alla sua immagine riflessa allo specchio a porsi gli interrogativi esistenziali della vita...
Così ripenso a stamattina, a quando la lavastoviglie ha deciso di eruttare il suo scarico nel lavabo creando fontane d'acqua spontanee nella mia cucina e allagando il pavimento tanto che ci mancava poco che usassimo lo sgabello in legno come zattera per spostarci da una parte e l'altra della cucina usando le cucchiarelle di legno come remi e gli strofinacci come vele ...e ripenso a quando al telefono ho sollecitato mio marito a tornare a casa ( era andato a farsi fare un'impegnativa dal pediatra per il più piccolo per la visita di domani dalla neuropsichiatra) e lui tutto trafelato torna a casa dicendo subito "Chiamiamo l'idraulico....chissà perchè è successo....perchè vedi....bla bla bla"inoltrandosi con i pensieri nei massimi sistemi dell'universo regolatori dell'acqua potabile che attraverso tubature sotterranee arriva in città ....bla...bla...bla...senza cimentarsi minimamente nel cercare di risolvere da solo il problema e nel frattempo vedermi trattenere da un attacco isterico nel vederlo lanciare le scarpe sporche e bagnate contro la parete bianca imbrattandola di nero e seminando il panico tra i bambini che intanto avevo portato al riparo sul letto a castello...ed ho pensato che l'ansiosa, la fobica, la paurosa un tempo ero io in casa...ed ora mi ritrovo a dover tranquillizzare da un lato mio marito riuscendo a stappare l'ingorgo del lavandino con una ventosa e i muscoli fatti negli anni ed intanto preparargli il pranzo perchè arrivi in tempo in ufficio, e dall'altro lato a rassicurare il Patatino che la puntura di insetto non è una malattia mortale e che presto passerà e che non importa alle volte chiedersi il perchè accadono le cose...purchè ci sia sempre una soluzione!

Sos adolescenza !

Avere due adolescenti in casa significa imparare un nuovo vocabolario che i geroglifici egiziani a confronto sono una passeggiata di salute ...