giovedì 27 agosto 2026

Ricominciare

 


Sebbene le vacanze per me abbiano sempre rappresentato uno stop non sempre piacevole,  perché il vuoto che si crea viene riempito dalle mie paranoie mentali, dubbi esistenziali, ferite del passato che riemergono in maniera devastante e prepotente, non sono pronta a “ricominciare” la solita routine.

In realtà voglio ben specificare: adoro stare nella mia casetta con mio marito, i miei figli e la pallottola di pelo che ci segue ovunque, ma affrontare gli inevitabili ostacoli che si presenteranno dovuti al fatto che sono ancora precaria seppur super specializzata sul sostegno, che comporta dover incontrare un sistema nuovo in una scuola, ambientarmi, farmi accettare, dover affrontare i docenti dei miei figli, i week-end che non sono tali perché mio marito la maggior parte lavora…ecco, mi sale un peso ed una oppressione non indifferente.

Penso che tutto potrebbe essere alleviato da una serie di relazioni familiari ed amicali sane di cui al momento mi trovo sprovvista. La malattia di mio figlio mi ha allontanato da tutto ciò che è apparenza e superficie e di sostanza ne è rimasta ben poca.

Poi ovviamente per necessità e sopravvivenza emergerà la Pollyanna e la Mary Poppins che sono in me…ma oggi va così ammettendo che ho una terribile paura di essere fagocitata da vecchi schemi mentali che imprigionano e che ancora una volta soffocano la persona che sono. Come se essere me stessa potesse sempre infastidire o recar danno a qualcuno.

Diciamo così, non sono una persona facile ma ammettiamo anche che ciò che vivo non è cosi facile. Mi porto zavorre di ferite del passato che si rinnovano in estate tutte le volte che incontro quelle figure che nella loro narrazione mi ricordano che sono solo un fastidio, e gli ultimi anni, aggiunti al prezzo della libertà, sono stati faticosissimi.

Quando tento di trovare un momento che funga da balsamo, una semplice chiacchierata o sfogo, qualcuno che davvero mi veda, mi sento dire “ fatti aiutare”, intendendo di rivolgermi a qualche professionista del settore psicologico ma nessuno ha mai capito che l’aiuto che mi serve non è una strategia, un ascolto a pagamento, un suggerimento su cosa fare ,cosa non fare, come pensare.

A volte mi basterebbe un semplice “ti vedo” , un abbraccio sincero, un “voglio stare con te” per lenire il peso che sembra talvolta insopportabile.

Oggi va così.

Come verso la sera attraverso la mia “ora buia”, oggi provo a attraversare uno di quei giorni bui in cui vorrei solo dormire, tornare piccola e farmi bastare un libro di fiabe per essere felice…

 

 

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