martedì 29 marzo 2011

Non conosco il mare...


Spesso su Facebook si condividono nello spazio di pochi, pochissimi caratteri, sensazioni, parole, idee, emozioni, che in fondo, la maggior parte delle volte, lasciano il tempo che trovano...però, e c'è sempre un però, a me personalmente piace guardare le foto, i video, che le persone condividono, mi incuriosiscono, è parte della loro vita, è spesso segno di grande generosità e ieri, guardando le foto di un ritiro di un mio amico che attualmente è catechista di un gruppo di giovani ragazzi, mi sono venuti in mente i tempi in cui partecipavo ai ritiri spirituali, li organizzavo con il mio gruppo di amici, preparavamo gli incontri di preghiera, si sceglievano i temi, gli argomenti che avrebbero dato spunti di riflessioni...a parte il fatto di essere stata investita da un'improvvisa onda di nostalgia per quei tempi e quella complicità oramai andati, mi è venuto in mente un racconto scritto da un nostro amico, Vincenzo, un tipo un pò fuori dalle righe, un anticonformista che professava tutta la sua fede con energia ed efficacia come solo un adolescente a volte può fare, durante uno di questi ritiri.Scrisse un racconto di cui conservo la copia in uno degli scatoloni sopra l'armadio, e poichè le mie vertigini sono ormai famose, vi riporto il racconto così come lo ricordo, non fedelmente quindi, perchè stavolta il mio forchettone non mi può aiutare....

" A Bernardo.
Amico mio, dici che la tua fede è assurda, che la Chiesa è assurda, che le idee di Gesù sono assurde. E' assurdo pensare ad un Dio fattosi uomo, all'idea di un'ostia - corpo di Cristo, all'idea della confessione, dei sacramenti, al sacrificio, assurda la sofferenza, assurda il "mutismo" del Signore..la tua, la nostra fede è assurda..eppure...eppure ti prodighi per gli altri, dai un senso alla tua sofferenza, bandisci le ingiustizie, credi e professi l'Amore...sai cosa sembri? Sembri colui che in riva al mare, sulla spiaggia, si spoglia di tutto, si toglie la camicia, si toglie i pantaloni, sfila via le scarpe, si avvicina al mare e incomincia a nuotare, affonda, riemerge, nuota, affronta le onde e risale verso la spiaggia e grondante di acqua in ogni dove esclama: "Non ho visto l'acqua!"


9 commenti:

  1. bellissimo davvero!!!
    dovrei far leggere questo racconto alla mia bambina che sta attraversando un periodo di crisi in cui non sa più in cosa o in chi credere!!!!
    buona serata
    CRi

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  2. Molto molto significativo e, soprattutto, veritiero. Anch'io a volte ho una nostalgia infinita dei campi scuola con gli adolescenti e dei momenti di spiritualità che riuscivamo a vivere insieme.

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  3. Spero tanto che anche i miei bambini possano fare esperienza dei campi scuola e dei ritiri spirtuali con i coetanei: non c'é niente di più bello a quell'età che condividere ideali e Fede.
    Il racconto dl tuo amico é davvero bello, e profondo. Lo conserverò nella mia testa, e spero mi vanga in aiuto nei momenti opportuni.

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  4. MI auguro la stessa cosa per il mio Patatino, sono esperienze che ti formano, ti insegnano a confrontarti con gli altri e con te stesso, e nell'adolescenza più che mai, penso siano tappe fondamentali...

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  5. Interessante!
    Noi stiamo partecipando ad un catechismo di famiglia, più reale, calato nel quotidiano, che teorico. In più i bambini, quando hanno tempo, vanno in oratorio.

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  6. e da qui il detto, vai al mare e non trovi l'acqua? io l'acqua la trovo sempre, quando mi ritrovo immersa nel blu sono cosciente del mio essere, è fuori che non ho al concezione della mia persona!

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